Le vergogne umane
Ecco, forse bisognerà tornare a una maggiore austerità (i diamanti sono così necessari? I resort?).
Ecco, forse bisognerà tornare a una maggiore austerità (i diamanti sono così necessari? I resort?).
Quest’oggi è opportuno fare un po’ di rassegna(zione) stampa, va.
In primis, grazie.
Eppoi, ohibò.
Peraltro, a proposito della mezza stagione.
E, infine, la questione fondamentale (visto il periodo, visto il paese, visti i soggetti). Qualcuno spieghi a caldarrosteroli che la semplificazione non è quella che deve albergare nel suo cervello (che poi, quello è il pallone dei mondiali, non il suo cervello), bensì quella che dovrebbe garantire la sua attività. Cioè non fare nulla.
E poi ripartono. Come lui, purtroppo.
O come il buon Epzibah©, che in questo periodo così oscuro per l'italica sorte si è recato a Malta, dove ha cercato inutilmente di aprire prima una bisca clandestina istituzionale per lo strip poker, e poi di aprirsi un locale per scommesse clandestine sempre istituzionali, ma senza successo.
- Cose del genere col beneplacito statale? – gli hanno chiesto strabuzzando gli occhi.
- Ette credo, sì. – ha risposto lui.
- Non se ne parla. – hanno detto sdegnati.
- Malvagi retrogradi. – ha replicato lui.
Pertanto, contravvenendo alle sue precedenti decisioni irrevocabili, il buon primate ha deciso di tornare in Italia, e di aprire un casino incasinato vicino casa mia. Mi sono mostrato perplesso, ma ciò non ha sortito alcun effetto su di lui, ahimé.
- Gioco d’azzardo istituzionalizzato, cosa si può volere di più?
- Non so. – azzardo io – forse un caffè decente.
- Non lo avrai mai, scommettiamo?
" Un uomo va dal dottore. È depresso. Dice che la vita gli sembra dura e crudele. Dice che si sente solo in un mondo che lo minaccia e ciò che lo aspetta è vago e incerto. Il dottore dice: "La cura è semplice. In città c'è il grande clown Pagliacci. Vallo a vedere e ti tirerà su". L'uomo scoppia in lacrime. "Dottore", dice, "Pagliacci sono io". Bella storia. Tutti ridono. Rullo di tamburi. Sipario."
D.Gibbons/A.Moore
Watchmen
Siamo in un paese un po' peculiare, sospetto.
In qualche modo, dal Medio Evo a oggi non sono stati fatti passi avanti sostanziali. Anzi, va, dai tempi di Cincinnato, direi solo sostanziali passi indietro, purtroppo.
Comincio a vivere su un altro pianeta, se mi distraggo quando accadono fatti del genere.
O la deriva democratica.
La rozzezza con cui certa gente si muove liberamente è davvero avvilente (ma a scuola un bel corso di buone maniere non sarebbe ancor più opportuno che in passato?). Urgerebbe parlare coi genitori, e non solo in questi casi, ma anche per altri ruoli.
In questi giorni, qui da noi nel regno delle due illegalità si è consumato un interessante delitto ai danni delle regole, della democrazia e bla bla. M'indigna e mi piacerebbe parecchio parlarne (anche se bisognerebbe, più che parlarne tra noi poveracci, discuterne in modo approfondito coi signorotti che detengono il "potere", per chiedere loro se intendono tutto ciò per sangue blu o diritto divino - visto che non hanno più neanche una falsa ipotesi di facciata di rispetto per le regole repubblicane). Ma, del resto, non solo non interessa ai signorotti stessi, bensì neanche ai cosiddetti "elettori", per cui cui prodest? Magari se ne riparla sabato.
Peraltro, poi leggo tutto ciò e mi vien da dimandar: che razza di società è quella in cui l'unico interesse generato da un poveraccio che nel migliore dei casi è un po' disperato, nel peggiore un morto di fame è sull'abbigliamento? Ops, la nostra.
C'era una volta uno furbo. Poi però si credette furbo due volte, e provò a fare il furbo persino una terza volta.
Per fare ciò, provò a contattar il Signor Bonaventura, sperando gli offrisse tutta la sua bravura.
Gli promise milioni in quantità, confidando soprattutto nella sua bontà.
Ma il Signor Bonaventura gli rispose, con sdegno, alla malora, questo teatrino è indegno.
Il problema alla fine è che superato un bonaventura se ne fa un altro, e se un bonaventura non c'è, i milioni si muovono da soli.
E con che fanno rima i milioni?