Chi si rassegna?

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Nel senso della stampa. Che in effetti costringe a rassegnarsi un po':

- in primis, che senso ha dare una non notizia?

(che poi, il titolo preciso era "Anche se condannato resterei al mio posto per vedere fino a che punto si può ignorare la democrazia").
- c'è una notizia vera (credo) per qualsiasi situazione paradossale o da manuale di giornalismo:
2 (e Augusto, il coccodrillo albino dalla pronunscia blesa©, non può non concordare)
- Epzibah è convinto che i maya siano stati persino troppo ottimisti, ma non può dirlo per contratto, perché purtroppo (purtroppo lo dice lui) ha avuto un ingaggio importante da emmerich, e quindi per contratto deve esser lieto oltre ogni dire (peraltro, e ciò lo rende ancor più lieto, ha battuto il barbaresco, al provino).

Comando io

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La questione Mesiano mi fa pensare a cosa sarebbe stata la Stasi, se ci fosse stata una leggemammì all’epoca. Gli effetti a lungo termine della maestra tv – che è evidentemente più lassista della Luna - stanno cominciando a palesarsi; ergo, dopo i dovuti chiarimenti sulle sigarette, costati solo qualche migliaio di tumori, negli ultimi sessant'anni, i prossimi a chiarirsi - e mai troppo presto - saranno i risultati che la tv ha nel lungo termine su apprendimento e imbarbarimento.
Successivamente, magari, passeremo agli effetti del cellulare sul cervello*. Nel frattempo invece prosit (messaggio allusivo in salsa televisiva? Brigate rosse condite alla studio aperto?). In ogni caso, che senso ha? (studioaperto, dico).
Luttazzi, invece, di senso ne ha a iosa.

*Ovviamente ne riparliam tra una cinquantina d’anni.

La pubblicità è l'anima del commercio, ma non ha un'anima

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Allora, tra le millemila cose che mi perplimono abitualmente, ce ne sono alcune che in questo periodo travalicano qualsiasi senso e tutti i sensi assennati. Non è però il momento più opportuno per parlarne, perché - dice il saggio "si sparli, purché se ne parli"  - e con certi soggetti ogni offesa è una lusinga. Perciò, fermo restando il declino ormai implacabile che la Cosa Pubblica (intesa soprattutto come proprietà dello Stato) ha raggiunto in termini di incuria (la democrazia funziona davvero male, se è mal alimentata in termini di conoscenza e informazione), direi che è altro quello che m'indigna, quest'oggi*.
Il fatto che si sia riesumata fuoritempo massimo la pubblicità con maicbongiorno per lanciare il di lui figlio - il di lui figlio che immagino abbia altri talenti, oltre a quello di essere un classico e italico esempio di "figlio di" - mi fa venir voglia di prendermela con Meucci (Bell per gli anglofoni).

*in verità no, mi indigna un po' tutto, ma poi sembro matto.

In & out, ovvero il ficcamasi

Devo confessar di aver studiato SdC, da giovinotto. In sè, questa cosa non costituisce né un bene né un male (a dire il vero un male sì, se esser velleitari è scorretto). Nella contingenza dell'italica realtà, però, tutto può assumere tinte più fosche nel giro di qualche anno, e si può ad esempio scoprire di aver scampato per puro caso una cattedra e un esame in mano a uno che di comunicazione ha capito talmente tanto che non avrebbe preso in nessun caso più di 14, a un qualsiasi esame della suddetta facoltà, possibilmente senza docente, ma anche senza assistenti; praticamente persino dandosi il voto da solo, mostrando il massimo della comprensione e del trasporto, nonché dell'indulgenza.
Trovandosi dall'altra parte della barricata, chissà cosa avrà combinato. Se ha capito quel che ha capito di certi concetti basilari (franza o spagna), sicuramente non posso far altro che inchinarmi. Beccarsi il plauso del buon gasparro non può non esser motivo di orgoglio, in fondo. Quel che mi preoccupa è il proselitismo, che par andare oltre l'umana decenza.