Dio non gioca a dadi (o vincerebbe sempre)

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Quest’oggi è necessario partire dalla lotteria. Ma non dalla vera e sola e unica lotteria, bensì dalla lotteria che costituisce il proprium della vita stessa in buona parte dei casi. Ogni singola scelta, sanno pure i sassi (che infatti sono fermi e placidi per autoconvinzione, dopo secoli di frenetica e continua attività motoria), comporta una conseguenza. Per fare un esempio concreto, ci si può avvicinare a ciò che capitò a un uomo fortunato, che scelse il giorno giusto per spostarsi nella città giusta. Fosse rimasto nella sua città, la città sarebbe stata giusta, indubbiamente, ma il giorno sarebbe stato sbagliato. Così, invece, trovò il giorno giusto per il posto giusto, e poi tornò nella città giusta, per essere lì esattamente il giorno giusto.
A livello di probabilità, quanto siam distanti dai seicento e passa milioni di casi necessari a ottenere sicuramente un sei all’italico super-enalotto? E, a livello di gratificazione personale, quale evento vince?
Non sapendo né leggere né scrivere, lascio la parola a chi ne sa di più (nel senso di volgarità e barzellette sporche).