La pubblicità è l'anima del commercio, ma non ha un'anima

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Allora, tra le millemila cose che mi perplimono abitualmente, ce ne sono alcune che in questo periodo travalicano qualsiasi senso e tutti i sensi assennati. Non è però il momento più opportuno per parlarne, perché - dice il saggio "si sparli, purché se ne parli"  - e con certi soggetti ogni offesa è una lusinga. Perciò, fermo restando il declino ormai implacabile che la Cosa Pubblica (intesa soprattutto come proprietà dello Stato) ha raggiunto in termini di incuria (la democrazia funziona davvero male, se è mal alimentata in termini di conoscenza e informazione), direi che è altro quello che m'indigna, quest'oggi*.
Il fatto che si sia riesumata fuoritempo massimo la pubblicità con maicbongiorno per lanciare il di lui figlio - il di lui figlio che immagino abbia altri talenti, oltre a quello di essere un classico e italico esempio di "figlio di" - mi fa venir voglia di prendermela con Meucci (Bell per gli anglofoni).

*in verità no, mi indigna un po' tutto, ma poi sembro matto.